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lunedì 22 luglio 2013

Riserva naturale orientata Cavagrande del Cassibile

La Riserva naturale orientata Cavagrande del Cassibile è compresa nei comuni di AvolaNoto e Siracusa, in provincia di Siracusa, inSicilia. È stata istituita nel 1990 (D.A. del 13 luglio), gestita dall'Azienda Foreste Demaniali della Regione Siciliana; ne è prevista l'inclusione nell'area del Parco Nazionale degli Iblei, attualmente in fase di elaborazione. La Riserva è nata con lo scopo di preservare le diverse ricchezze del suo territorio sia dal punto di vista naturalistico-paesaggistico sia sotto il profilo archeologico ed antropologico, visto che tutta la zona è stata abitata nel corso dei millenni e ne sono rimaste notevoli testimonianze in tombe e reperti, basti pensare cheCastelluccio, frazione di Noto ha dato vita ad un insediamento preistorico che dà nome ad un'intera tipologia, la cosiddetta Cultura di Castelluccio e ricordare che ci troviamo nell'area del Sito Patrimonio dell'Umanità-Unesco di Pantalica. La Riserva si estende per 2700,00ettari, 900 ha nella zona A (riserva) e 1860,00 ha nella zona B (preriserva ed è caratterizzata dal corso del fiume Cassibile, l'anticoKakyparis greco, che le dà nome e che l'ha creata nel corso dei millenni scavando profonde gole o canyon a diverse profondità che toccano il massimo di 507 m nella zona belvedere di Avola Antica; anche l'ampiezza massima di queste altrove strettissime gole è situato nella stessa zona di Avola antica e misura un'estensione di 1200 metri di larghezza. Nel fondovalle, si è formato un sistema di piccole cascate e laghetti ( chiamati localmente uruvi) fonti di refrigerio estivo per i suoi numerosissimi frequentatori ai quali si accede per un'antica suggestiva scala nota come La Scala Cruci.

Storia


Difeso dalle inaccessibili pareti a strapiombo della cava e la vicinanza dell'acqua, i Siculi, primi abitatori che si conoscono di questo luogo, vi hanno costruito una necropoli, ancora oggi difficile da raggiungere.
Intorno al XIII secolo a.C. delle popolazioni della Sicilia sud-orientale, forse spinte da genti italiche più agguerrite, preferirono rifugiarsi in questi luoghi impervi e ben difesi. Si conoscono almeno due villaggi rupestri, quello settentrionale che si nota subito appena ci si affaccia dal belvedere, e quello meridionale, quasi di fronte.
Il primo risale ai secoli XI-X a.C., secondo per suggestione solo a Pantalica, in cui si trovano centinaia di tombe a grotticella e gli ipogei paleocristiani scavati nelle pareti, disposti uno a fianco dell'altro, su ben sei differenti livelli paralleli.
La foce del fiume Cassibile è un luogo storico, poiché, secondo Tucidide (7.80), il capitano Demostene nel 413 a.C. con 6.000 Ateniesi dovette arrendersi alla città di Siracusa.
Questi luoghi vennero utilizzati fino alla prima metà del secolo scorso. Infatti poco sopra i laghetti si trovava un monastero, del quale si notano ancora delle rovine e le case di alcune famiglie diCanicattini come i Bombaci e gli Uccello, che traevano il sostentamento dalla produzione di ulivi, carrube e mandorle.

Territorio


Ciò che rende spettacolari le cave a causa dello scorrimento dei corsi d'acqua, è la morfologia del grande canyon di Cava Grande del Cassibile, ilKakyparis dei greci. Sul versante nord è possibile osservare un piccolo agglomerato di abitazioni rupestri. Nella zona sud si trova un complesso sistema di abitazioni, scavate nella roccia, disposte una accanto all'altra su sei diversi livelli paralleli, collegati tra loro da un sistema di cunicoli e gallerie. Mentre ai margini della riserva, a nord-est, sorgono varie necropoli antiche, nelle quali sono stati trovati ricchi corredi tombali e materiale ceramico: la sua peculiare decorazione, detta piumata o marmorizzata, rientra nell'ambito della cultura Ausonia presente nelle isole Eolie e nella Sicilia orientale intorno al 1000 a.C.

Scale e trazzere


  • Sentiero dei Dieri
  • Scala Castiddanu
  • Manghisi - Petracca
  • Petracca - Russena
  • Scala Cruci
  • Scala Mastra Donna
  • Scala Mennula
  • Scala Porci
  • Sentiero Natura Carrubella
  • Scala Saravagghiu
  • Scalidda u monucu
  • Scala di Fosso Calcagno
  • Regia Trazzera della Montagna
  • Regia Trazzera Torrero Ferraro
  • Sentiero di mezza costa
Dei seguenti sentieri solo "Scala Cruci", Sentiero Carrubella" e "Scala di Mastra Donna" sono percorribili ai sensi del regolamento dell'ente gestore, Azienda Foreste Demaniali Regione Siciliana; I primi due sono raggiungibili tramile la strada provinciale n° 4 Avola-Manghisi; mentre il "Mastra Ronna" è raggiungibile dalla Strada Provinciale n° 73 Canicattini - Cugni - Stallaini - Cassibile. Per maggiori info contattare l'Ente gestore al n° 093167450

Flora


La flora di Cava Grande annovera oltre 400 specie vegetali molte delle quali endemiche seppur non esclusive di questo biotopo. Di particolare interesse per l'areale ibleo è il Trachelium lanceolatum, altri endemismi: Cymbalaria pubescensOdontites bocconeiOphrys lunulataAntirrhinum siculum. Conareale mediterraneo troviamo: Chamaerops humilisTeucrium fruticansCalendula suffruticosaSarcopoterium spinosumSalvia trilobaPhlomis fruticosaFerulago nodosaAnacamptis longicornu, la rara Ophrys exaltata ed il maestoso Platanus orientalis. Curiose le presenze del bucaneve (Galanthus nivalis), dell'euforbia delle faggete (Euphorbia amygdaloides) e della falsa ortica (Lamium flexuosum); fra le rarità è da segnalare la presenza di una felce tropicale la Pteris vittata.

Fauna 


Piuttosto contenuta è la presenza di fauna vertebrata, con eccezioni relative agli uccelli: sono presenti l'endemita codibugnolo di Sicilia (Aegithalos caudatus siculus) e il falco pellegrino (Falco peregrinus). D'altra parte, vi sono vertebrati che, nell'ambito del territorio ibleo, potrebbero vivere e vivono solo nella cava: l'istrice (Hystrix cristata), la martora (Martes martes), la testuggine terrestre (Testudo hermanni hermanni), la testuggine di palude siciliana (Emys trinacris), il colubro leopardino (Elaphe situla), il discoglosso (Discoglossus pictus pictus), la raganella (Hyla intermedia), oltre a numerosi rapaci diurni e notturni. Tra gli invertebrati merita una nota il granchio d'acqua dolce Potamon fluviatile.

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